” L’uomo nero e la bicicletta blu”

“L’uomo nero e la bicicletta blu” di Eraldo Baldini –  Einaudi ed.

 

Che sguardo rivolge , al mondo adulto, un bambino di dieci anni?
Lo osserva in un modo che potremmo definire “letterale”, così come si presenta, non essendo capace, e non avendo bisogno, di entrare nelle profondità degli eventi e dei comportamenti.

Il bambino del racconto è in grado di sopportare quasi tutto; gli basta avere accanto degli adulti dai quali sentirsi protetto, degli amici e un sogno: la splendida bicicletta blu, lucente di cromature, esposta nella vetrina del ciclista del paese. Così fa Luigi Melandri, bambino povero, tra altri poveri della bassa romagnola, all’inizio degli anni ’60.
Quante illusioni, quante delusioni e un amore infantile, non per questo meno intenso ed emozionante. Ma il passaggio dal mondo agricolo al mondo industriale che si sta affacciando non è indolore e nel microcosmo di Luigi  s’ insinua il male  e nulla sarà più come prima.
Il suo sguardo si fa adulto: la famiglia sarà fonte di imbarazzo e la povertà di vergogna.
Anche la bella bici blu non basterà ad arginare la perdita dell’infanzia che scivola dalle sue piccole mani, come l’acqua, dagli argini di una diga, incontenibile e devastante.

Lecco, 21 maggio 2020

Scritto da JBF

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